Solennità del Corpus Domini

Lode e benedizione a Te, Signore Gesù, per la tua Santa Chiesa, Che, solerte, vigile, materna, con amore si prende cura di noi tuoi figli e, nell’uso della sua speciale, mirabile pedagogia, come in un filmato, tutto il tuo mistero in varie tappe, nel corso dell’anno, ci ha ripresentato.

Solennità del Corpus Domini

Sii lodato e ringraziato ogni momento,
O vivo Pan del ciel, gran Sacramento!

Lode e benedizione a Te, Signore Gesù, per la tua Santa Chiesa,
Che, solerte, vigile, materna, con amore si prende cura di noi tuoi figli e,
nell’uso della sua speciale, mirabile pedagogia, come in un filmato,
tutto il tuo mistero in varie tappe, nel corso dell’anno, ci ha ripresentato.

Ti abbiamo contemplato: infante, tentato, contestato, vilipeso, condannato,
crocifisso, morto, sepolto, risuscitato e vivo apparire più volte
a confortare i discepoli tuoi; e, dopo aver loro promesso il Consolatore,
librarti in alto, ascendere oltre le nubi e sedere alla destra del Padre: Redentore.

E, nel cinquantesimo giorno, battezzare col fuoco, con tante vive fiammelle
nel cenacolo santo, gli Apostoli, i discepoli tuoi con Maria, in preghiera adunati
e poi annunciare con forza e coraggio al mondo intero la salvezza
nel nome tuo riabilitato ad interceder sempre per noi, risuscitato.

Ci hai tanto amato, o mio Signore, che non hai retto al pensiero
di poterti separare dai tuoi che, naturalmente, siamo tutti noi
ed hai inventato in anticipo il capolavoro della tua reale, sostanziale Presenza
in quella Cena che, su tuo espresso comando, alla Chiesa per sempre hai commesso.

Perpetuare cioè così, fino alla fine dei tempi, in terra, la tua dolce velata Presenza,
negli umili segni ancora usati dalla Chiesa in ogni comune celebrazione dell’Eucaristia.
Da qui nasce naturalmente la contemplazione-adorazione di così grande Mistero
che si perpetua ora nei segni, sui nostri altari e, nell’ eterna visione, svelatamente!

Con S. Agostino anch’io, umilmente, desidero, o Signore, realmente e sempre
credere che vita eterna è: beatitudine: “vedere”, “naufragare,” e “godere”
Te, naturalmente, nel tuo immenso amor: ”Videbimus, vagabimus et gaudebimus”!
et cantabimus: un canto nuovo, dietro l’Agnello : di splendore tutto rivestito e bello—

Maria, donna eucaristica, modello della fede nostra in Cristo, amo sentirti
Sempre teneramente accanto, perché con Te ami, adori, lodi, ringrazi
quel vero Corpo nato da Te, per salvare con la sua totale oblazione l’intera umanità
che, scoronata dell’altissima dignità, brancolando, rischia di perdersi nel buio della sua cecità.

Consapevole del lungo percorso di purificazione richiesto e dell’ancora
più lungo uso del potente collirio, perché lo sguardo mio risanato, allora
possa essere ammesso a fissar il volto dolcissimo dell’Amato, realmente,
e in questo brillante specchio glorioso, celeste, perdermi eternamente!

E poiché, Divino Maestro, le discepole tue le riconosci dal distintivo del Tuo Comandamento
ed è possibile solo alla tua quotidiana mensa imparare a viverlo, sempre più nella realtà,
dona a tutte e a ciascuna fame e sete ardente di Te, sempre presente, perché di giorno in giorno
con la tua grazia, in semplicità e gioia, viviamo la fraternità: segno autentico della carità.

Un solo desiderio ho ancora da implorarti! Padre buono, sicura di non essere delusa:
vorrei poter godere, anche se da lontano, della dolcezza del volto del Venerabile Raffaello,
mio tenero Padre, maestro di ogni virtù eucaristica e mariana e ad un tempo modello e, grata,
poterti anch’io, benché meschina, con Lui, benedirti sempre, fissando la tua indicibile beltà.
Amen! Alleluia!
Sr Aurea dge