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Corpus Domini, 16.6.1933

Corpus Domini, 16.6.1933
In questo mese di Giugno cadono le feste più belle e più nostre; il Corpus Domini, il Sacro Cuore, la cui ottava si conclude con la festa del Cuore Eucaristico di Gesù, il mistero proprio, col quale onoriamo Gesù nella nostra Congregazione. Sia in questi giorni tra voi, una vera gara di umiltà: umiltà interna, più che esterna. I Santi si credevano indegni di stare in mezzo agli altri e noi ci lamentiamo, se non siamo salutati, se non siamo considerati e stimati… Ora ognuna deve nell’interno stimare di essere trattata sempre meglio di quello che merita: ognuna di voi deve esercitare l’umiltà, combattendo ogni pensiero di stima propria, di gelosia, combattendo tutte quelle passioni che dispiacciono al Sacro Cuore e vi impediscono di adempiere la vostra missione. Il Sacro Cuore, che fa tutte le grazie a chi confida in Lui, faccia alla nostra Congregazione questa grazia: che da oggi ognuna di voi imiti Lui. Egli ha detto: «Imparate da me, che sono mite ed umile di cuore», qui è tutto; qui è l’unica cosa necessaria; potreste avere tutte le doti migliori, scienza, attività… Se non avrete l’umiltà tutto il resto sarà un nulla. Confidiamo nel Cuore di Gesù. (Tratt. Pag. 111)

Ascensione del Signore

Dagli Atti degli Apostoli (At 1,1-11)
Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo. Egli si mostrò ad essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l’adempimento della promessa del Padre, «quella – disse – che voi avete udito da me: Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo». Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra». Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand’ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo».

Auguri, carissimo Padre!

Carissimi, oggi la Chiesa celebra la Domenica delle Divina Misericordia. L’Eucarestia è la manifestazione insuperabile dell’amore misericordioso di Dio.
Cristo presente in mezzo a noi, sotto i Segni sacramentali, continua la sua testimonianza d’amore donato anche nella vita dei Santi; perciò oggi, insieme a questo grande dono del cuore di Dio misericordioso, desideriamo ricordare e celebrare anche l’anniversario della nascita del nostro amatissimo Padre fondatore, il Venerabile Raffaello Delle Nocche.
La sua vita fu una testimonianza splendida di amore verso Dio e verso i fratelli più poveri, più bisognosi, più indifesi e dimenticati. Seppe farsi prossimo di chi soffriva la fame di pane materiale e spirituale; di chi ignorava di essere oggetto di amore da parte di Dio e lo fece legandosi profondamente alla Chiesa e al popolo che il Signore gli aveva affidato. Lo fece sfidando tutte le difficoltà che si frapponevano alla sua opera. Lo fece soprattutto moltiplicando i collaboratori, perché il bene divino continuasse ad essere riversato per sempre nel cuore degli uomini.
Aiutaci, Signore, a continuare l’opera del nostro amato Padre; donaci un cuore che sa abbracciare l’umanità intera nella preghiera e dacci mani che accarezzando, toccando, lavando le piaghe dei fratelli possiamo insieme benedirti e lodarti.

Festa della Santa Famiglia di Gesù Maria e Giuseppe

Ogni anno, fra l’ottava del Natale del Signore, nella Sacra Liturgia celebriamo la festa della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe.
E’ motivo di vera gioia per noi Discepole di Gesù Eucaristico fare gli auguri più belli a tutte le famiglie con cui veniamo quotidianamente in contatto. E oggi vogliamo farli con un brevissimo riferimento alla splendida riflessione di San Paolo VI, pellegrino nella casa di Nazareth. “La casa di Nazareth…è la scuola del Vangelo… Qui si impara ad osservare, ad ascoltare…ad imitare… Qui comprendiamo il modo di vivere in famiglia. Nazareth ci ricordi cos’è la famiglia, cos’è la comunione di amore, la sua bellezza austera e semplice, il suo carattere sacro ed inviolabile: ci faccia vedere com’è dolce ed insostituibile l’educazione in famiglia, ci insegni la sua funzione naturale nell’ordine sociale…
Auguriamo a tutti coloro che ci seguono attraverso questa pagina del nostro sito che Gesù, Maria e Giuseppe vi benedicano e vi donino serenità e gioia.
Le Discepole di Gesù Eucaristico

Dies natalis: Ven. Raffaello Delle Nocche

Nel rendere lode a Dio, Re dell’universo e Signore della storia, per averlo donato alla Chiesa e alle sue figlie: Padre impareggiabile per amabilità e testimonianza di spiritualità eucaristica, invitiamo tutti coloro che vogliono unirsi alla nostra supplica a Dio Trinità perché presto possiamo venerarlo Beato, sperimentando la potenza della sua intercessione in favore dell’umanità bisognosa. Grazie!

Preghiamo così:

O Santissima Trinità, per la tua maggior gloria e per la nostra edificazione, ti preghiamo di glorificare il Venerabile Raffaello, che, con umiltà e carità, molte anime guidò nelle vie del tuo amore. Se la sua glorificazione è conforme alla tua santa volontà, concedi la grazia che ti chiediamo. Amen.

4 ottobre 2019

Vogliamo rendere grandemente lode al Signore oggi, 96.mo anniversario della Fondazione della nostra amata Famiglia religiosa, nata all’ombra del Tabernacolo dal cuore del Venerabile Raffaello Delle Nocche, novello vescovo della Diocesi di Tricarico tra le Chiese più povere del Sud.
E il nostro caro, grato ricordo, oggi, va in particolare alle prime nostre sorelle con Linda Machina, la prima Superiora generale, Madre Maria, che con fede da giganti, fidandosi incondizionatamente di Dio, gli hanno dato credito e quale seme, caduto in terra, marcito, ha dato vita a un nuovo albero nella Chiesa: l”’Istituto delle Suore discepole di Gesù eucaristico” che, allungando i suoi rami nei diversi Continenti, cerca di realizzare il voto del Venerabile Raffaello : “Che in ogni angolo della terra si stabilisca un altare e un tabernacolo.”
Dona alle prime nostre sorelle, o Signore, di contemplare in eterno il tuo volto e a noi di custodire come prezioso tesoro il coraggio della loro fede, la semplicità, la gioia del loro stile di vita e il loro slancio missionario nel servizio ai poveri, ai piccoli, nei luoghi disagiati dando testimonianza gioiosa del Vangelo e nutrendo tanta speranza per il futuro.

Canto “E ti parlò…”

Il canto è stato scritto da Madre Angelica Parisi in occasione della festa del 25° della Fondazione dell’Istituto e musicato dall’insegnante Maria Ippolito, nipote di Madre Maria Machina.
Sr Laura Parisi, la sorella di M. Angelica, quando era Vicaria generale le dette questo incarico di ritirarsi sul coro di Casa Madre, nella Chiesa di S. Antonio e di ritornare in comunità solo dopo aver adempiuto a quanto le aveva chiesto.
Lei raccontò che obbedì e che per il pranzo aveva finito il suo compito.
Queste righe, sgorgate con semplicità ed entusiasmo dal cuore di Madre Angelica, potremmo definirle una sintesi della storia della Fondazione in cui si evidenziano: l’ispirazione divina comunicata al Fondatore nella preghiera, per dare vita a una Famiglia religiosa femminile, e la chiarezza del carisma nelle sue finalità, nel fondamento da cui si genera la spiritualità e la missione specifica, che rivela la preferenzialità verso i poveri, i piccoli e in luoghi arretrati e abbandonati.
Il Fondatore l’Ispirazione l’ha ricevuta, meditata e facendo serio discernimento ai piedi del tabernacolo, nel silenzio, durante i lunghi ascolti e i frequenti dialoghi d’amore con il Maestro eucaristico e la Vergine Addolorata.
Il Padre ha sognato le Discepole davanti a Dio per il mondo. Contemplative nell’azione, perché ascendono a Dio con la preghiera di adorazione, studiando quotidianamente gli esempi e gli insegnamenti del Maestro eucaristico, vivente nella Kenosi eucaristica, per ricopiarli con fedeltà nella propria vita, nell’offerta viva di tutte se stesse, in riparazione del poco amore che Egli riceve – soprattutto nel sacramento del suo Amore – da parte dalle persone a Lui consacrate e nell’offerta della preghiera assidua per le vocazioni sacerdotali e religiose.
Un augurio affettuoso a tutte le discepole perché la memoria della Fondazione ravvivi in tutte noi il senso della testimonianza gioiosa del vangelo, divenendo contagiose, in un mondo carente di gioia e del segno distintivo dei discepoli
del Signore: l’amore vicendevole.
Madre Aurea Perniola DGE

Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue…

Magister adest et vocat nos!
Carissime Sorelle,
siamo alle soglie della solennità del Corpus Domini, festa molto importante per tutte noi e molto cara al cuore del nostro Venerato Padre; festa nella quale sentiamo fortemente la chiamata a rinnovare l’ardore della nostra vocazione eucaristica e a darle nuovo slancio.
La solennità del Corpus Domini raccoglie in sé tutti gli aneliti d’amore del Cristo, che lo hanno spinto a dare la vita per noi e a rimanere attraverso il memoriale eucaristico con noi, in noi e per noi. Il memoriale eucaristico che per grazia ogni giorno celebriamo ci infonde coraggio e ci assicura
che anche noi come Gesù possiamo ogni giorno donare la vita e rendere con Lui più bello il mondo in cui viviamo. Il Padre ci esorta a vivere con ardore questa festa e ci ripete:
“Figlie mie, vi rivolgo poche parole in preparazione alla festa del Corpus Domini, festa, che, se da tutti èattesa con desiderio, con maggior ansia ed entusiasmo deve essere attesa dalle Discepole, perché è la festa del Corpo del Signore, la loro principale festa. Perché essa riesca bene, perché sia un trionfo per Lui e per la santificazione delle anime, deve essere preparata da intensa preghiera (Tricarico 20 giugno 1930).

Con l’aiuto e l’intercessione del nostro amato Padre fondatore anche noi nel vivere questa festa vogliamo rinnovare la nostra vita eucaristica impegnandoci a stimare e vivere con rinnovato ardore la nostra adorazione eucaristica quotidiana.

Il Padre ha definito “l’Eucaristica capolavoro del Cuore divino” e di Lui è stato detto: “Credo che pochi come lui potrebbero sottoscrivere alla lettera, come frutto della stessa esperienza spirituale, quanto Giovanni Paolo II in tono testimoniale, ha scritto nella menzionata enciclica:
«E’ bello intrattenersi con Lui e, chinati sul suo petto come il discepolo prediletto (cf Gv 13) 25) essere toccati dall’amore infinito del suo
cuore. Se il cristianesimo deve distinguersi nel nostro tempo, soprattutto per l’”arte della preghiera”, come non sentire un rinnovato bisogno di trattenersi a lungo, in spirituale conversazione, in adorazione silenziosa, in atteggiamento di amore, davanti a Cristo presente nel Santissimo Sacramento? Quante volte, miei cari fratelli e sorelle, ho fatto questa esperienza, e ne ho tratto forza, consolazione, sostegno!»
(D. Sorrentino nella prefazione a “Un mondo con l’anima” di P. Perrone, pg. 6).

Oggi tutte noi abbiamo bisogno di ripartire da questa scuola d’amore per ridare alla nostra vita quella forza che ci rende operaie silenziose della trasformazione del mondo insieme a Gesù il Signore. Il nostro mondo ha bisogno di Dio, naviga infatti affannosamente alla ricerca di speranza e
di vie che possano dare sicurezze alla vita, ma molto spesso si trova davanti a mercanti di morte e non di vita, davanti a truffatori che lo spogliano e lo lasciano mezzo morto ai margini di una esistenza senza speranza. Chi saranno i buoni samaritani del nostro tempo?
A noi a cui il Signore ha affidato il dono di vivere con Lui l’offerta viva di noi stesse con la riparazione, è certamente riservato un compito particolare.
Il Santo Padre esorta tutti i battezzati ad uscire, ad andare verso le periferie delle gente che soffre le doglie di un parto senza vie d’uscita. E noi possiamo farlo nonostante le mille fragilità che ci affliggono se rinnoviamo la nostra fede nel Signore che è in mezzo a noi e vuole darsi a noi, perché riceviamo la vita e la condividiamo con i fratelli.
Quel “prendete e mangiate” deve diventare l’amorosa fatica di ogni giorno che, mentre ci spinge a perderci, ci rinvigorisce nelle forze, ci fa osare l’impossibile, perché noi siamo state afferrate dal Dio dell’impossibile. Quell’Amore ha fatto di noi, creature fragili e povere, canali attraverso i quali può tornare a scorrere il fiume della salvezza.

La nostra nuova Regola di vita ci conferma nella grandezza della nostra vocazione e ci impegna a rendere questo dono opportunità di grazia per noi e per i fratelli; essa ci dice: “Trasformate nel nostro essere – perché abbiamo creduto all’amore di Dio per noi -, ci riconosciamo Discepole e riceviamo occhi nuovi per uno sguardo pieno di speranza, per superare il ristretto orizzonte del nostro “io” verso l’ampiezza della comunione.
Il Maestro Eucaristico ci permette di scoprire quanto Dio ama questo mondo e lo orienta a Sé. Questo porta noi Discepole ad impegnarci a vivere in modo ancora più intenso il comandamento dell’amore” (Nuove Cost. La vita secondo lo Spirito art 4).
Alla luce di tutto questo scopriamo e rinnoviamo la passione di tuffarci nel Cuore Eucaristico di Gesù, per uscirne corroborate e combattere ogni forma di scoraggiamento che non raramente prende anche noi. Chi vive eucaristicamente non può “lasciarsi rubare la speranza”, non può non lavorare alacremente perché il sale non perda il sapore e la luce non sia messa sotto il moggio.
Noi vogliamo essere attente a non diventare contraddizione… col nostro vivere!
Noi siamo certe che «Dal Cuore del Figlio di Dio, morto sulla croce, è scaturita la fonte perenne della vita che dona speranza ad ogni uomo».
La Discepola impara dal Cuore di Cristo crocifisso a conoscere se stessa e a far conoscere Dio e contribuire alla costruzione di una civiltà dell’amore. (Nuove Cost. La vita secondo lo Spirito art 2B).

Ci farà tanto bene rileggere le testimonianze di sorelle che hanno vissuto con ardore la nostra vocazione. Diceva Suor Laura: “Devo far diventare Gesù Eucaristico il centro della mia vita,… Devo vivere lo spirito della nostra Congregazione trasformando in adorazione tutte le mie azioni”
(Una vera Discepola di G.E. pg 40).

E del Padre è stato detto: “Delle Nocche era un uomo plasmato fin nelle intime fibre dalla contemplazione di Cristo Eucaristico. Quanto egli abbia appreso, per la sua pastorale, nelle lunghe ore trascorse davanti all’Eucaristia, in silenziosa adorazione, nessuno mai lo potrà misurare. Cristo Eucaristico, contemplato, adorato, ascoltato, era il suo vero Maestro” (Alla scuola dell’Eucarestia, D. Sorrentino, pg 28).
Celebrando la grande solennità del Corpus Domini rinnoviamo la promessa di vivere l’adorazione di Gesù vivente nella Santissima Eucaristia e la riparazione delle offese che Egli riceve nel Sacramento del suo amore, con rinnovato ardore. Per questo siamo nate, a questo ci chiama la nostra sublime vocazione di adoratrici e riparatrici.
Il nostro tempo ha bisogno di chi con cuore generoso si offre a testimoniare l’amore di Dio; anche noi potremo farlo se quotidianamente ci lasciamo attirare e trasformare dall’amore di Dio.
Chiediamo insieme che la grande solennità che ci apprestiamo a vivere faccia ardere il nostro cuore e ci trasformi in carità che non si stanca di spezzarsi, donarsi per ricevere e dare vita.

Carissime, per esprimere la nostra gratitudine e il nostro amore a Gesù presente nella Santissima Eucaristica, la sera che precede la grande solennità del Corpus Domini, viviamo l’adorazione eucaristica dalle 21 alle 24. Viviamola con sentimenti di ringraziamento, di gratitudine e di riparazione, in particolare per chi è lontano da Dio. Affidiamo la nostra preghiera nelle mani della Madonna Santa. Lei l’accolga come un omaggio del nostro amore
al suo Figlio e gliela presenti a nome nostro.

Con grandissimo affetto abbraccio tutte.

LA SUPERIORA GENERALE
Madre Maria Giuseppina Leo

ROMA, 18 giugno 2019

Pentecoste 2019

Pentecoste: la Chiesa nascente, in preghiera con Maria, è battezzata col fuoco dello Spirito.
In attesa del soffio divino, per la tua intercessione, o Madre, siano purificati i nostri cuori, resa feconda la nostra vita.

Il Santo Padre Benedetto XVI ai giovani radunati a Sidney nell’Ippodromo di Randwick sabato 19 luglio 2008 ha detto:

Carissimi giovani, ancora una volta, questa sera, abbiamo udito la grande promessa di Cristo – “avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi” – ed abbiamo ascoltato il suo comando – “mi sarete testimoni…fino agli estremi confini della terra” (At 1,8). Furono proprio queste le ultime parole che Gesù pronunciò prima della sua ascensione al cielo. Cosa abbiano provato gli Apostoli nell’udirle possiamo soltanto immaginarlo. Ma sappiamo che il loro profondo amore per Gesù e la loro fiducia nella sua parola li spinse a radunarsi e ad attendere; non ad attendere senza scopo, ma insieme, uniti nella preghiera, con le donne e con Maria nella sala superiore (cfr At 1,14). Questa sera noi facciamo lo stesso. Radunati davanti alla nostra Croce che ha tanto viaggiato e all’icona di Maria, sotto lo splendore celeste della costellazione della Croce del Sud, noi preghiamo. Questa sera, io prego per voi e per i giovani di ogni parte del mondo. Lasciatevi ispirare dall’esempio dei vostri Patroni! Accogliete nel vostro cuore e nella vostra mente i sette doni dello Spirito Santo! Riconoscete e credete nella potenza dello Spirito Santo nella vostra vita!


Invochiamo lo Spirito santo pregando con le parole della SEQUENZA:

Vieni, Spirito Santo,
manda a noi dal cielo
un raggio della tua luce.

Vieni, Padre dei poveri,
vieni, datore dei doni,
vieni, luce dei cuori.

Consolatore perfetto;
ospite dolce dell’anima,
dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo,
nella calura, riparo,
nel pianto, conforto.

O luce beatissima,
invadi nell’intimo
il cuore dei tuoi fedeli.

Senza la tua forza,
nulla è nell’uomo,
nulla senza colpa.

Lava ciò che è sordido
bagna ciò che è arido,
sana ciò che sanguina.

Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido,
drizza ciò che è sviato.

Dona ai tuoi fedeli,
che solo in te confidano,
i tuo santi doni.

Dona virtù e premio,
dona morte santa,
dona gioia eterna. Amen.

Ti ho cercato Gesù!

Desidero condividere con gli amici delle Suore Discepole di Gesù Eucaristico una preghiera che ci ha fatto pervenire il Signor Marco Colombo.
Lo ringraziamo perché col suo dono ci aiuta a pregare.
Ecco il testo:

Ti ho cercato Gesù!
Ti ho sentito piangere di gioia quando nasceva un
bambino. Ti ho visto cercare la libertà attraverso le
sbarre di un carcere. Ti sono passato accanto mentre
chiedevi un pezzo di pane. Ti ho sentito urlare di
dolore mentre i tuoi figli venivano sepolti dalle bombe.
Ti ho trovato nelle corsie di un ospedale sottoposto a
terapie senza amore. Ora che ti ho trovato non voglio
più perderti, ti prego insegnami ad amarti.
Marco Colombo

Preghiera dedicata alle Rev.Suore Discepole di Gesù Eucaristico

I have been looking for you Jesus! I felt you weeping
with joy when a child was born. I saw you looking for
freedom through the bars of a prison. I passed by
while you asked for a piece of bread. I heard you
scream for pain as your children were buried under
the bombs. I found you in the lanes of a hospital
under therapies, but without love. Now that I have
found you I do not want to loose you anymore.
Please teach me to love you.