ADORATORI

Adorazione

Brevi cenni del significato della parola Adorare

Radice latina: deriva dal verbo adorare, composto da ad (verso) e os, oris (bocca).

Gesto originario: indicava l’atto di portare la mano alla bocca per tacere davanti a Dio e per mandare un bacio in segno di profondo rispetto verso una divinità.

Nel Nuovo Testamento si usa il termine proskynesis, che significa letteralmente “prostrarsi” o “inchinarsi fino a terra” davanti a qualcuno.

Significato teologico: riservato solo a Dio. L’adorazione (chiamata in teologia latria) si offre esclusivamente alla Trinità (Padre, Figlio e Spirito Santo).

Riconoscimento del Creatore: Significa riconoscere la sottomissione totale della creatura nei confronti del proprio Creatore

La Chiesa Cattolica considera l’Adorazione Eucaristica il prolungamento della Santa Messa, un atto di fede e un momento fondamentale di intimità in cui il fedele adora Cristo realmente presente (corpo, sangue, anima e divinità) nel Santissimo Sacramento. Non è un’azione passiva, ma un incontro profondo, spesso vissuto nel silenzio, che trasforma il credente e lo unisce a Dio.

Ecco i punti chiave dell’insegnamento della Chiesa:

 Sant’Agostino, ha ricordato che «nessuno mangi questa carne senza prima averla adorata».

L’essenza dell’adorazione Eucaristica nel carisma del Venerabile Mons. Raffaello delle Nocche.

“Fare compagnia a Gesù”: è la prima espressione del nostro padre Fondatore sull’adorazione. Nelle prime Costituzioni diventa: “Intimo convegno con lo Sposo divino”.

Un convegno amato, desiderato, preparato, non una pratica di pietà. Non è pure solo un atto di culto. È un incontro di amicizia, un’esigenza di vero amore…è stare in sua compagnia. Stare in compagnia del Maestro significa ascoltarlo silenziosamente, per lasciarsi plasmare ed assimilare da Lui, sino a diventare eucaristia. (cfr. L’Eucaristia vita delle discepole di Gesù Eucaristico)

“Il Vero unico adoratore è Gesù sacerdote. Egli però chiama anche le creature a cooperare con Lui: esse intanto saranno adoratrici, in quanto si uniranno a Lui, lo imiteranno in tutto e per tutto”. (Trattenimenti spirituali)

Proprio per rispondere a questa chiamata le suore Discepole fin dall’ inizio si sono prodigate per formare anche una rete di laici adoratori che prendessero l’impegno quotidiano di un’ora di adorazione davanti al Santissimo Sacramento secondo il carisma di Mons. Raffaello delle Nocche.

In questi anni ci sono state diverse iniziative per la formazione degli adoratori, ma nello scorso anno con un Meeting iniziale si è programmata una formazione più sistematica sia per quei adoratori già avviati che per quelli che hanno iniziato da poco tempo.

Si è costituita una commissione di suore che portano avanti la formazione e le varie iniziative, Ogni gruppo di adoratori guidato dalle suore, ha una sua equipe all’interno che collabora con le suore. Alcuni gruppi si avvalgono di un sacerdote e anche la formazione della commissione delle suore è affidata ad un sacerdote Don Gaetano Grippo della Diocesi di Tricarico che ama molto la spiritualità del nostro Fondatore.

Diventare adoratori risponde ad una chiamata all’interno di un cammino di cristiani, perché tutto parte dal Battesimo.

 La Madre Generale Filomena Bocchetti lo ha ricordato nel saluto iniziale del Meeting che si è svolto a Tricarico il 19 Ottobre 2025

A voi in particolare cari adoratori, oggi, a nome mio e a nome di tutte le sorelle dell’Istituto auguro una buona giornata che ci richiami all’impegno che ci siamo assunto rispondendo alla chiamata ad adorarLo e a stare con Lui facendogli compagnia, portando a Lui, tra le nostre braccia la nostra vita e quella del mondo intero. Torniamo a guardare a Lui perché “Innamorarsi di Dio è la più grande storia d’amore: cercarlo la più grande avventura; trovarlo la più grande conquista”.  

L’adorazione è il tempo privilegiato, durante il quale siamo aiutati dalla Presenza sacramentale del Signore, Maestro Eucaristico, a rivivere questi privilegiati giorni della nostra storia d’amore con Gesù. Per tutta la vita il nostro Venerabile Fondatore, Mons. Raffaello delle Nocche, ha adorato Gesù Eucaristico e insegnato alle sue figlie ad adorare dicendo:

“L’adora­zione è il centro della vostra vita, il punto es­senziale della vostra giornata. Durante l’adorazione, dilatate il cuore: adorate, riparate, pregate con lo spirito della Chiesa; do­mandate, prima di ogni altra cosa, la maggior gloria di Dio; pregate per gli interessi della Chiesa; poi per il resto” (Trattenimenti)

Sentiamole rivolte a noi oggi queste parole e chiediamo alla Madonna Santa, la prima adoratrice e riparatrice, e al nostro Venerabile Padre che ci siano vicini e ci accompagnino a diventare Eucarestia vivente che annuncia al mondo l’immenso amore di Dio.Imprimatur Roma 24 – X – 1963    Bruno M. Pelaia Vescovo

Adoratori

Gli adoratori D.G.E. che da alcuni anni vivono l’impegno di adorazione quotidiana e la formazione secondo il carisma sono 150 dislocati nei vari centri Eucaristici e di Spiritualità: Campobasso, Schiavonea, Ruvo di Puglia e S. Francesco in Rovereto (Saltara). In questo numero di adoratori, alcuni seguono il cammino di formazione e pur, non avendo un impegno giornaliero partecipano in modo saltuario e, soprattutto, sono presenti all’Ora Santa del Giovedi sera dalle 21 alle 22; altri nelle varie comunità dove noi operiamo pastoralmente hanno iniziato da poco la formazione per prendere poi l’impegno di adoratori.

Chi vuole può consultare:

Iniziative e testimonianze

Meeting svolto il 19 OTTOBRE 2025 a Tricarico

Formazione delle suore della Commissione con Don Gaetano Grippo

Formazione dei laici adoratori sia del primo gruppo che del secondo gruppo

Adorazione del Giovedi con i laici adoratori dalle ore 21 alle 22

Convegno per i laici adoratori e aperto a chi volesse partecipare per un approfondimento teologico e carismatico sul Mistero Eucaristico (prossimamente sarà comunicata la data)

Testimonianza di un giovane adoratore della comunità di Ruvo di Puglia:

Per un giovane, oggi, l’Adorazione Eucaristica è un modo per fermarsi e riconnettersi alla parte più vera e autentica di sé stesso. In un mondo scandito da scadenze, fretta e superficialità, spesso incline al successo e alla vanità, trovarsi davanti a Gesù vivo e vero nel Sacramento è disarmante. Sapere che almeno lì c’è una presenza che ama davvero, che non ha bisogno di maschere o di performance impeccabili, è liberante. Lì c’è un Dio che ti accoglie nonostante il tuo peccato, la tua fragilità e le tue contraddizioni. Un Dio che non ti fa mai sentire sbagliato, ma che ti riempie di amore e di forza per affrontare il quotidiano. (Nicola Minafra)