Il Carisma delle Suore Discepole di Gesù Eucaristico

di   M. Angelica Parisi

Il carisma di fondazione

La nostra Congregazione è stata generata dall’eccezionale amore del fondatore – il Servo di Dio Raffaello Delle Nocche – per l’Eucarestia e per la Madonna santa.

Egli fu adoratore silenzioso dell’Eucarestia: la sua adorazione era ascolto, era umile assimilazione e docile incorporazione al mistero di salvezza e diveniva vita vissuta nell’annientamento interiore, nella comunione di carità, nella totale donazione di sé agli altri.

Il suo era l’atteggiamento del discepolo che riflette in sé il suo Maestro; l’atteggiamento della Madonna santa, sempre aperta alla luce di Dio, sempre trasfigurata dalla grazia.

Nella spiritualità eucaristica del fondatore c’è il carisma a lui donato dallo Spirito, perché lo trasmettesse e lo irradiasse intorno a sé.

Quando nel 1922 fu eletto Vescovo della piccola diocesi di Tricarico, in Basilicata, scorse in quel terreno brullo e generoso, povero ed isolato, il luogo disposto dalla Provvidenza per gettare il primo seme della fondazione.

Egli non ebbe in animo di realizzare particolari opere, ma principalmente di dare alla Chiesa vergini totalmente consacrate all’adorazione e alla riparazione che, con l’oblazione di se stesse in unione e nell’assimilazione al Sacrificio eucaristico, potessero irradiarne la luce ed il messaggio in umiltà e semplicità, con il dono di sé nel servizio dei più piccoli.

C’è nel nostro carisma una sintesi vitale tra contemplazione ed azione, in cui si riflette l’unità del Mistero eucaristico «sacrificio e convito di salvezza».

La nostra adorazione e riparazione è preghiera, è oblatività, è disponibilità, è accoglienza, è missione apostolica, che scaturisce dal nostro atteggiamento di «discepole», in silenzioso ascolto del Maestro.

«Le Discepole di Gesù Eucaristico orientano tutta la loro vita al significato del loro norne».

Questo nome era molto caro al Padre fondatore perché glielo aveva scelto il Papa Pio XI in una memorabile udienza dopo averlo spronato a realizzare la fondazione: un nome che esprime perfettamente il nostro carisma.

Come «discepole» siamo chiamate a vivere la nostra adorazione perpetua, «unendoci all’adorazione perenne del Cristo eucaristico, offerto dalla Chiesa al Padre nella comunione dello Spirito Santo attraverso il culto divino» (Cost. 44.).

Come «discepole» siamo chiamate «a seguire il Maestro portando con Lui ogni giorno la nostra croce», a imitare la sua «mitezza e umiltà di cuore”, ad «amarci scambievolmente come Lui ci ha amato”, perché solo da questo «segno» ci riconosceranno (Cost. 8).

Come «discepole» siamo chiamate a ripetere con Gesù la sua preghiera per la santità dei sacerdoti e a sentire la sua ansia per l’unità di tutto il gregge sotto un solo Pastore.

Come «discepole» siamo chiamate a vivere in noi la kenosi eucaristica con l’offerta viva di noi stesse «accettando con gioia le contrarietà, le mortificazioni, le umiliazioni … in riparazione delle mancanze di amore delle quali Egli è oggetto e vittima nel SS. Sacramento specialmente da parte delle persone a Lui consacrate” (Cost.7).

La finalità apostolica è essenziale nel carisma del fondatore: un apostolato che abbia l’impronta e lo stile eucaristico nell’atteggiamento spirituale, nelle scelte preferenziali, nel metodo di lavoro.

Già prima della fondazione scriveva: «l’evangelizzazione di questa regione è tale uno scopo sublime, che richiede un’abnegazione perfetta». (lett. del 21/1/1923 a L. Machina – Madre Maria – futura prima superiora generale).

Tale stile è definito chiaramente nelle prime bozze delle Costituzioni:

«Il divino Maestro esercitò il suo ministero pubblico quasi esclusivamente nei piccoli paesi della Galilea e della Giudea … Ameranno perciò le Discepolo di esercitare il loro apostolato nei piccoli paesi, nelle opere umili e riterranno loro privilegio e dono di Gesù i disagi, le privazioni e il nascondimento. Non solo come persone, ma anche come Congregazione, preferiranno l’ultimo posto.

… Se altri lavorano nel campo da esse coltivato, ne godano; se altri fanno meglio ne diventino ausiliarie; se l’opera da esse cominciata può essere portata avanti da altri senza troppo danno, sappiano lasciarla poiché avranno altri campi dove lavorare. (Art. 11 e 12).

Mezzi di evangelizzazione fin dagli inizi sono stati quelli richiesti dagli ambienti in cui siamo state chiamato a lavorare: catechesi o collaborazione alla pastorale parrocchiale: attività educative e assistenziali: opere che il Fondatore ha voluto sempre aperte all’evoluzione dei tempi e alle rinnovate esigenze della Chiesa.
«Deve essere cura di coloro che dirigono la Congregazione di non cristallizzarsi nei suddetti mezzi di apostolato ma, con perfetta aderenza alle direttive del S. Padre, adottare quelli che egli indicherà come più adatti, secondo i bisogni del tempo». (Art.4).

L’attualizzazione del carisma oggi

 Dopo che il Concilio ha dato una vitalità nuova alla teologia sul Mistero eucaristico «Fonte e culmine di tutta l’evangelizzazione» (PO 5), noi Discepole abbiamo riscoperto e stiamo riscoprendo ogni giorno più l’attualità del nostro carisma, che non è legato a nessuna forma o opera determinata ma che, facendoci percorrere il cammino sempre nuovo che la Chiesa percorre nella luce dello Spirito, ci apre ad orizzonti di speranza e di fecondità.

Ristudiando attentamente le nostre Costituzioni, attraverso il periodo di esperimento post-conciliare e poi nel Capitolo generale del 1982-1983, ci siamo umilmente impegnate a «restituire alla nostra regola di vita la genuinità originaria». Oggi essa, definitivamente approvata dalla S. Sede il 25/11/1984, «è sostanzialmente quella trasmessa dal Padre Fondatore e ne contiene tutta ln ricchezza spirituale.» (Intr. alle Cost.).

«Ci riconosciamo Discepole del Maestro eucaristico dalla capacità di incarnare il comandamento dell’amore e il gesto di servizio compiuto nell’ultima Cena» (Art 3).

Dalla pienezza della nostra vita eucaristica scaturisce la nostra umile partecipazione «alla missione apostolica di tutta In Chiesa mediante l’educazione alla fede e all’amore per l’Eucaristia … in testimonianza del Signore risorto» (Art 10).

«Radicate nella spiritualità eucaristica e consapevoli delle scelte operative della Congregazione, che sono dettate dalla fedeltà al carisma, rivolgiamo la nostra missione evangelizzatrice ai piccoli e ai poveri o nei piccoli paesi, attraverso le opere umili in spirito di semplicità o di collaborazione tra noi e con gli altri, facendoci per tutti espressione dell’amore e della oblatività del Maestro eucaristico» (Art 76).

Con tale spirito di povertà e di distacco siamo chiamato a vivere oggi il nostro carisma, donandoci come «pane spezzato» al servizio degli ultimi, sempre aperte ai segni dei tempi e disponibili alle sollecitazioni della Chiesa.

Guardando al futuro, nella nostra programmazione prospettica, ci siamo tracciate un «modello ideale», in cui, in poche linee, viene puntualizzato il nostro stile di vita e di missione, per una realizzazione sempre più piena e coerente del nostro carisma.

Le Discepole operano alla luce del carisma del fondatore secondo le esigenze locali e in alcune piccole comunità sono impegnate nell’apostolato a tempo pieno.

Esse compiono un’opera essenziale: pregano e fanno pregare; animano case di preghiera e di accoglienza, da dove trasmettono il buon odore di Cristo.

Trasmettono il messaggio evangelico con spirito eucaristico, ossia con oblatività, con umiltà, con semplicità e con gioia abituale.

Nella pastorale familiare, nell’interesse per gli ammalati, per gli anziani e per gli abbandonati testimoniano il primato di Dio nella loro vita.

Consacrate alla lode di Dio o all’umile servizio dei fratelli sono tese ad accogliere ogni giorno la novità del Cristo eucaristico.

Vivono l’impegno fondamentale della semplicità e della umiltà, virtù ricevute in eredità dal Padre Fondatore e nello spirito proprio del discepolato esprimono l’atteggiamento di chi desidera sempre imparate da tutto e da tutti.

Si sentono chiamate ad essere e a vivere come segno di contraddizione: essere adoratrici e riparatrici in un mondo per tanti aspetti idolatra.

Costituiscono comunità sempre in cammino nelle quali pregano insieme, progettano insieme, si verificano insieme, si correggono insieme, si confrontano con la Parola con il proprio ideale, lavorano insieme dandosi aiuto scambievole, senza personalismi…
Comunità aperte alle esigenze degli altri, in cui tutte si rendano altruiste, sensibili alle sofferenze del mondo, creative nel bene, inclini alla misericordia, libere da preconcetti. Con l’amore col quale si amano esse si fanno proposta vocazionale per le giovani che le seguono, attratte da Gesù che è in mezzo a loro» (dal «Modello ideale»). Verso tale ideale vogliamo camminare umilmente, ma con impegno, fiducia, gioia e speranza, anche nella povertà dei tempi che attraversiamo, sorrette e guidate dalla Madonna Santa Addolorata, nostra Madre e speciale protettrice e dalla potente intercessione del nostro Padre Fondatore.

M. Angelica Parisi